Le Comunità Energetiche: Un Potenziale Enorme per il Futuro delle Imprese
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno strumento dal grande potenziale, soprattutto ora che le procedure e i confini normativi sono stati delineati. Questo nuovo quadro apre interessanti opportunità anche per il mondo delle imprese. Tuttavia, è fondamentale affidarsi alla consulenza di aziende e professionisti capaci di individuare il percorso e le modalità di attuazione più corrette.
Comunità Energetiche: Necessario Evitare l’Improvvisazione
Con la pubblicazione, a fine gennaio, del decreto incentivi da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e successivamente delle regole operative del GSE, le comunità energetiche sono ufficialmente operative. Dopo mesi di attesa e sperimentazione, i principali operatori del fotovoltaico e dello storage hanno accolto positivamente questa evoluzione normativa, che coinvolge sia il tessuto imprenditoriale italiano sia i cittadini privati.
La normativa chiarisce gli incentivi disponibili, tra cui una tariffa sull’energia prodotta e condivisa e un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili. Inoltre, essa offre maggiore spazio di partecipazione alle imprese, aprendo nuovi orizzonti. Le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi sono disciplinate dalle regole operative del GSE, che ha anche attivato i portali per la presentazione delle richieste.
Decentralizzare Consumo e Produzione
Secondo le intenzioni del legislatore, una comunità energetica deve unire cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole-medie imprese per produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili a livello locale. Questo modello mira a creare una rete decentralizzata, richiedendo la partecipazione attiva di ogni membro, promuovendo così una gestione sostenibile dell’energia.
PMI e CER
Nonostante per legge lo scopo di una comunità energetica non possa essere il profitto, le piccole-medie imprese possono installare impianti fotovoltaici nei loro stabilimenti e condividere l’energia prodotta con i cittadini del comune aderente all’iniziativa. Diverse imprese stanno valutando la convenienza di aderire a una comunità energetica per accedere a incentivi e vantaggi.
Vantaggi delle CER tra Imprese
Le aziende che entrano a far parte di una comunità energetica possono ridurre i costi energetici e accedere a incentivi economici significativi. Partecipare a una comunità energetica dimostra inoltre l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità e la responsabilità sociale, favorendo la collaborazione tra imprese e creando nuove opportunità di business.
Incentivi e Agevolazioni
Il contributo a fondo perduto è disponibile esclusivamente per gli investitori in impianti di energia rinnovabile con una potenza massima di 1 MW. Questi impianti devono essere parte di Comunità Energetiche situate in Comuni con meno di 5.000 residenti. Il contributo copre il 40% dei costi di installazione, con i seguenti limiti:
- 1.500 euro/kW per impianti con potenza fino a 20 kW.
- 1.200 euro/kW per impianti con potenza tra 20 kW e 200 kW.
- 1.100 euro/kW per impianti con potenza tra 200 kW e 600 kW.
- 1.050 euro/kW per impianti con potenza tra 600 kW e 1.000 kW.
Creare una Cultura Energetica
Siamo solo all’inizio di un lungo percorso verso la diffusione delle comunità energetiche. È fondamentale spiegare il meccanismo di funzionamento agli interessati e affidarsi a professionisti competenti. Questo approccio favorisce una dimensione decentrata e localizza la produzione energetica, promuovendo una cultura della condivisione e sostenibilità. Più le comunità energetiche si diffonderanno, più esempi confermeranno l’efficacia di queste soluzioni, spingendo ulteriormente la crescita di questo modello energetico.
Richiedere gli Incentivi
Dall’8 aprile, i portali del GSE sono operativi per richiedere gli incentivi previsti dal Decreto CER e dal Tiad. È possibile presentare richieste di accesso al servizio per l’autoconsumo diffuso e ottenere contributi per l’energia condivisa. Inoltre, è possibile accedere al contributo PNRR per impianti a fonti rinnovabili in comuni con meno di 5.000 abitanti. Lo sportello telematico sarà aperto fino al 31 marzo 2025, salvo esaurimento delle risorse disponibili.